La riforma dei concorsi pubblici è stata bloccata dal Consiglio di Stato

Dando seguito alla pubblicazione su questo sito del 22 ottobre del decorso anno, comunico che il Consiglio di Sato ha espresso con il parere 137/2023 una serie di obiezioni al nuovo decreto del Presidente della Repubblica in materia di concorsi pubblici in sostituzione del DPR 487 del 1994.

I giudici amministrativi ritengono, in particolare, che è necessaria un’attenta valutazione della digitalizzazione delle procedure, sia in relazione alle modalità di accesso alle prove concorsuali, sia al loro svolgimento.

Nello specifico, all’interno del parere, emerge la seguente considerazione:

Al fine di perseguire e valorizzare le potenzialità insite nel ricorso alle nuove tecnologie, in termini di velocizzazione e di semplificazione delle modalità di presentazione delle domande di partecipazione e anche dello svolgimento delle stesse prove selettive, la Sezione ritiene che sia necessaria e utile una panoramica dei principali profili di rischio derivanti dalla loro utilizzazione.

Il Consiglio di Stato, pertanto, chiede alla Funzione pubblica di motivare con numeri, statistiche e analisi fattuali gli effetti positivi della riforma che altrimenti restano “apodittici” e “indimostrati”.

I giudici amministrativi rappresentano, infine, una criticità anche nelle norme sulla parità di genere in quanto non rinvengono nel testo una specifica indicazione e qualsiasi riferimento all’adeguamento dei meccanismi di riserva e titoli di preferenza al nuovo contesto ed alla salvaguardia della parità di genere. In conclusione, i giudici sottopongono all’attenzione del Ministero tutti gli elementi di criticità riscontrati nel testo sottoposto all’esame.