La revisione del Codice di comportamento

Tra le misure di prevenzione della corruzione il Codice di comportamento riveste un ruolo importante nella strategia delineata dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 rubricata “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, ed è lo strumento che meglio si presta a regolare le condotte dei funzionari e ad orientarle alla migliore cura dell’interesse pubblico, in una stretta connessione con i Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT).

L’ANAC,avendo rilevato che la maggior parte degli attuali Codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni sono in molti casi riproduttivi del codice generale, eludendo in tal modo la volontà del legislatore secondo cui ogni amministrazione avrebbe dovuto specificare ed integrare nel suo codice i doveri minimi posti dal D.P.R. 62/2013 in funzione delle caratteristiche organizzative e funzionali dell’ente, ha ritenuto di dover emanare nuove Linee guida in materia di Codici di comportamento delle amministrazioni Pubbliche con la delibera n. 177 del 19 febbraio 2020.

Con tali linee l’Autorità ha fornito indirizzi interpretativi e operativi che, valorizzando anche il contenuto delle Linee guida del 2013, hanno orientato le amministrazioni nella predisposizione di nuovi codici di comportamento, utili a realizzare gli obiettivi di una migliore cura dell’interesse pubblico.

Il decreto Legge  “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”, approvato dal Consiglio dei ministri il 21 aprile prevede l’aggiornamento del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (Dpr 62/2013) introducendo, in particolare, una sezione dedicata all’utilizzo dei social network per tutelare l’immagine della Pa. L’aggiornamento dovrà essere effettuato entro il 31 dicembre 2022.